Cousteau

Un resort di lusso e di sostenibilità

Le Fiji sono famose per le sue palme, i mari caldi e cristallini, le barriere coralline e le spiagge di sabbia soffice. Sono anche famose per il Jean-Michel Cousteau Resort, un’esperienza unica su un’isola di lusso e un meticoloso modello di sostenibilità creato dal figlio del leggendario esploratore subacqueo Jacques.

Jacques Cousteau è uno dei più famosi ambientalisti della storia, un esploratore francese del XX secolo i cui documentari hanno introdotto al grande pubblico l’idea allora rivoluzionaria dell’esplorazione sottomarina. Ha contribuito a ridurre la caccia alle balene, a fermare lo smaltimento delle scorie nucleari negli oceani e ha svolto un ruolo molto importante nella nascita delle immersioni subacquee.

Suo figlio ha poi portato avanti la sua eredità.

Esploratore, ambientalista e produttore cinematografico, Jean-Michel Cousteau ha aggiunto anche il titolo di albergatore al suo curriculum quando, nel 1995, ha aperto il Jean-Michel Resort Cousteau Resort nelle Figi. In questo modo ha creato un esempio concreto della sua passione per la conservazione, un vero e proprio pioniere del turismo verde capace di accrescere la consapevolezza della gente verso questo tema e che potrebbe servire da modello per il resto del settore.

È ironico, quindi, che l’anziano Cousteau fosse contrario all’apertura del resort, preoccupato soprattutto dello sfruttamento della natura a scopo di lucro. Questo atteggiamento ha portato persino ad una battaglia legale tra il padre e il figlio Jean-Michel, che ha spiegato la sua posizione dicendo che “[ Il resort] dimostra che possiamo rispettare l’ambiente ed essere al tempo stesso economicamente sostenibili. Se non siamo in grado di dimostrare che possiamo realizzare un profitto, nessuno ci ascolterà “.

Venticinque anni dopo, quest’ultimo punto rimane più importante che mai.

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Il resort include 25 “bures” privati, una via di mezzo tra una capanna con il tetto di paglia e un condominio di lusso.

A prima vista la collezione di 25 bures del resort potrebbe sembrare un villaggio delle Fiji tradizionale. E a buon ragione. È stato infatti progettato proprio con questo concetto in mente, come un omaggio alla cultura delle Fiji, che aiuta il resort anche ad affondare le sue radici in quest’isola.

Una breve ricerca ci permette di scoprire che la scelta dell’architettura tradizionale ha soprattutto un altro scopo, uno molto pratico, quello di evitare l’uso dell’aria condizionata per fare piuttosto affidamento sulle finestre con persiane e zanzariere, sui soffitti molto alti e sui giardini che circondano le strutture, tutto per ridurre al minimo l’effetto del caldo tropicale. Ogni casa è costruita con materiali completamente naturali come bambù e legname proveniente da foreste certificate e gestite in modo responsabile. Non c’è assolutamente niente in vetro.

È un resort tanto verde quanto blu, quindi, e non è certo un’esagerazione definirlo l’archetipo di un hotel dalla mentalità sostenibile. Nascosto sapientemente tra gli alberi di Vanua Levu, una delle 300 isole che compongono l’arcipelago delle Fiji, è stato inaugurato dopo aver convinto il governo locale a trasformare le sue acque in una zona protetta per la vita marina. Le regole sono rigide: niente pesca sulla barriera corallina, niente moto d’acqua, nessuna conchiglie nel negozio di articoli da regalo.

Se volete leggere la lista delle cose da fare in una pratica eco-consapevole, potreste trovarle tutte proprio qui. Riciclaggio e compostaggio, ovviamente. Pannelli solari, certo. Un impianto di bonifica delle acque travestito da laguna. Ma ciò che rende veramente unico il Jean-Michel Cousteau Resort, oltre al suo famoso omonimo, è il livello di conservazione a cui vi si arriva, molto al di là di quello comune, e quanto l’educazione sia centrale per l’intera impresa.

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Il layout e l’architettura del resort sono stati progettati per assomigliare a quelli di un villaggio tradizionale delle Fiji.

Questo è un resort che ha un biologo marino in loco dedicato a guidare i progetti di conservazione. Insieme al suo team, e talvolta con l’aiuto degli ospiti, Johnny Singh lavora ogni giorno a progetti di restauro che cercano di restaurare i danni creati dall’attività umana.

In alcuni dei progetti più interessanti del resort, le popolazioni di specie autoctone vengono ripristinate e riabilitate. Singh e il suo team coltivano vongole giganti vicino al molo del resort nella baia e, una volta mature, le spostano in un’area protetta per aiutare a ristabillirne la popolazione. Anche le mangrovie vengono ripiantate intorno al resort, un lavoro fondamentale che aiuta a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema marittimo e prevenire l’erosione della costa.

Gli sforzi del resort si estendono anche alla vita sulla terraferma. La sofisticata cucina delle Fiji nel ristorante è sempre e comunque di provenienza locale, se non proviene direttamente dall’orto biologico del resort, che fornisce oltre il 20% della frutta, della verdura e delle erbe dell’hotel. Il giardino è utilizzato anche per la coltivazione di fiori autoctoni e piante officinali, una diversificazione del paesaggio che aiuta la rimozione dell’anidride carbonica che causa lo sbiancamento dei coralli.

La salute marina è una grande preoccupazione e il resort non solo impiega guardiani per sorvegliare l’area protetta che circonda la loro proprietà, ma Singh e il suo team svolgono un ruolo attivo nell’allevamento dei coralli nel tentativo di preservare le specie sempre più a rischio di estinzione.

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Seguendo l’eredità di Cousteau, le opportunità per l’esplorazione sottomarina sono di prim’ordine.
Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Un’immagine del giardino biologico.
Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Il programma di piantagione di mangrovie del resort aiuta a ridurre l’erosione.

L’azione qui è sempre accompagnata dall’educazione. Il resort ha recentemente istituito una partnership per educare le comunità nella regione del Pacifico sugli effetti di barriere coralline sane sulla vita quotidiana e un programma di tour educativi include quello delle palme rare e della vita delle piante medicinali. L’obiettivo di quest’ultimo non è solo preservare il paesaggio, ma anche celebrare la cultura di queste isole.

“Nel nostro resort, abbiamo sentito in prima persona il grande impatto che la natura può avere sulla mente e sul corpo, quindi stiamo cercando di preservare la conoscenza tradizionale di questa zona e, a sua volta, preservare la sua cultura”, spiega il direttore generale Bartholomew Simpson. Come parte del programma, i bambini hanno l’opportunità di conoscere e impegnarsi con l’agricoltura biologica, e allo stesso tempo un esperto di orticoltura lavora per raccogliere palme rare e usarle per ripopolare le Fiji. In un’altra iniziativa per aiutare gli alberi, una partnership con la Savusavu Community Foundation, ha fissato l’obiettivo di piantare 20.000 alberi di teak – una specie nota per il suo alto assorbimento di CO2 – invitando gli ospiti ad aiutare nel vivaio di alberi del resort.

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort

Jean Michel Cousteau Fiji Islands Resort
Al “Bula Club”, un’introduzione educativa alla vita acquatica soprattutto per i bambini.

Se vi siete stancati anche solo ascoltando tutti i passi che questo luogo compie al servizio dell’ambiente, beh, sappiate che è ​​quello che ci vuole. Il risultato è che potete rilassarvi a bordo della piscina o guadare nelle acque cristalline dell’arcipelago senza sensi di colpa. Perché, come abbiamo scritto quando abbiamo messo per la prima volta il Jean-Michel Cousteau Resort su Tablet, questo è un posto che esiste tanto per la conservazione delle Fiji quanto per il vostro piacere. Come dice Singh, “Vogliamo essere un modello e dimostrare che si può vivere uno stile di vita molto lussuoso ma essere comunque sostenibili. Non si deve fare per forza un compromesso. ”

Pensiamo che Jacques ne sarebbe orgoglioso, o almeno che dovrebbe esserlo. Non siete qui solo per fare castelli di sabbia. Siete qui per rimboccarvi le maniche e aiutare a riabilitare il paesaggio. Piantare una piantina di mangrovie. Oppure imparare a fare immersioni – lo vorrebbe Cousteau – e capire che avvicinarsi così tanto alla natura è, senza dubbio, il primo passo per volerla proteggere.

Jean-Michel Cousteau Resort

Jean-Michel Cousteau Resort

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Se stai pensando di fare un viaggio alle Fiji, considera un soggiorno al Jean-Michel Cousteau Resort.

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